Nella Bhaghavad Gita, (il poema sanscrito della cultura induista), Arjuna incarna la figura sublime del condottiero, chiamato al combattimento al fine di sconfiggere le forze del male. Il poema descrive la guerra tra le opposte fazioni dei Kaurava e dei Pandava, che pur essendo consanguinei, si contendono il regno di Bharata. Arjuna, schierato dalla parte dei Pandava, che hanno subito la provocazione dei cugini, ha il compito di fare giustizia, ma intuendo le tragiche conseguenze della guerra, entra in crisi con la sua coscienza. Seppur deciso a opporsi al male, è pervaso dalla compassione per i suoi cari e un attimo prima di entrare in battaglia, cade in un profondo sconforto, provocato dal conflitto tra la mente e il cuore. Seguendo i dettami della mente, egli dovrebbe accettare la sfida e uccidere i suoi parenti, ascoltando la voce dell’amore dovrebbe rinunciare al combattimento, permettendo così all’ingiustizia di trionfare. Lacerato dal dilemma Arjuna è deciso a gettare via l’arco e le frecce, ma sul culmine della disperazione si arrende alla volontà di Dio, che interviene per illuminarlo.
Il Condottiero, l’aspetto karmico del Numero 1: Il Guerriero
Il karma è l’eterna legge, secondo la quale ognuno raccoglie il frutto delle sue azioni. L’universo è un pensiero nella mente di Dio e l’uomo a sua volta è il risultato di ciò che ha pensato. Ogni cosa contiene in sé il principio del suo superamento, e L’Archetipo del Numero 1, Guerriero, che rappresenta il coraggio e l’individualismo, trova nel Condottiero il potere della visione, che gli permette di arrendersi alla volontà del cielo. Col numero 19, l’uomo affronta la prova legata al dominio dell’ego, al fine di apprendere “l’arte del non fare” e porsi al servizio dell’umanità. Per la descrizione generale dell’Archetipo del Condottiero, rimandiamo il lettore alle considerazioni già fatte per l’Archetipo del Numero 1, Il Guerriero e del Ribelle (il suo lato ombra).
Le implicazioni karmiche del Numero 19
A differenza del numero 1, la cui funzione è di delimitare il proprio spazio per permettere all’Io di formarsi, il numero 19 deve trascendere l’ego, per porsi al servizio dell’umanità. Egli rappresenta la tappa finale del viaggio dell’eroe, e l’implicazione karmica che scatta a questo livello, è quella di abbandonare le pretese dell’Io, per arrendersi alla volontà del cielo. L’Io è quella parte di noi che limita la sua identità al corpo fisico e alla sopravvivenza; la sua logica è dettata dalla paura e dalla separatezza e il suo unico fine è la salvaguardia di se stesso. Al contrario lo spirito è eterno e immutabile e la sua dimensione è quella dell’amore e del perdono. Nella Bhavagad Gita, Arjuna è un nobile Guerriero, ma nonostante la sua rettitudine, egli si trova impossibilitato nell’azione, poiché la sua mente entra in conflitto col cuore. Quando cerchiamo di rispettare contemporaneamente la legge dell’Io e la legge dell’amore, la nostra mente si scinde, intrappolata nel meccanismo della dualità. Di fronte al paradosso dell’esistenza, la volontà diventa sterile e nel momento in cui la mente è scissa, precipitiamo nella sofferenza. Non è possibile risolvere i problemi a livello dei problemi; soltanto un cambio di prospettiva verso l’alto, consente una presa di coscienza. Nel momento in cui dobbiamo compire un’azione, ma ci sentiamo divisi, possiamo prenderci una pausa, necessaria ad allinearci con la volontà dell’universo.
L’arte dell’azione
E’ mediante l’azione che la vita perpetua se stessa e vivendo noi facciamo continuamente della scelte, che giorno dopo giorno influenzano la nostra esistenza. Nessuno può astenersi dall’agire; tramite il libero arbitrio abbiamo il potere di compiere azioni che contribuiscono al bene collettivo, o viceversa possiamo agire impulsivamente, nuocendo a noi stessi o agli altri. Al livello dell’Io è impossibile stabilire con esattezza l’esito di un’azione. La verità è situata oltre il livello illusorio dei sensi ed è solo elevando la nostra coscienza che possiamo seguire il sentiero della giusta azione. È in questo contesto che si inserisce la lezione karmica del numero 19. A differenza del Guerriero, che agisce al livello dell’Io, il Condottiero spirituale, si pone al cospetto di Dio, affinchè le sue azioni siano illuminate dalla verità e dalla consapevolezza. Come Arjuna, che si trova di fronte a un’ardua scelta e viene ispirato dal signore Krishna, ogni autentico ricercatore troverà la sua via se si arrende al Sé universale.
L’attaccamento ai risultati
Nel momento in cui le nostre azioni sono vincolate all’esito dei risultati, incorriamo nel lato ombra dell’Archetipo del Guerriero (vedi “Il Ribelle”). Il timore dell’insuccesso e le aspettative nevrotiche dell’Io, distolgono l’attenzione dal presente, creando un atteggiamento che viene chiamato “ansia da prestazione”. Per uscire da questo circolo vizioso occorre sviluppare una nuova attitudine mentale, ispirata all’insegnamento Zen del “fare senza fare”. Come afferma il saggio Chuang Tze: « L’uomo perfetto usa la sua mente come uno specchio, non cerca nulla…Reagisce alle impressioni ma non le accumula. In questo modo può uscire vittorioso senza rimanere ferito ». La lezione karmica del numero 19, è quella di non assumersi la paternità dell’azione. Al contrario del Guerriero, che si identifica nella missione da compiere, il Condottiero spirituale rimane centrato nel Sé. Egli è divenuto consapevole che il suo Sé eterno non è coinvolto nell’attività e agisce con efficacia, senza occuparsi dei risultati. Equanime nella vittoria e nella sconfitta, Il Condottiero si immerge nell’azione, ma la sua responsabilità non è un carico pesante, poiché ogni fardello viene affidato a Dio. Egli accetta il suo compito di guida, ma non si identifica più nel gioco degli opposti. Tramite la consapevolezza, egli in realtà non agisce, e anche quando combatte, rimane sempre al centro.
Porsi al servizio dell’umanità
La lezione karmica del numero 19, che rappresenta l’alfa e l’omega, è di trascendere l’individualità e riconoscersi parte del tutto. La prova spirituale del ricercatore giunto a questo livello, è quella di essere sincero con se stesso, riconoscendo che molti dei suoi slanci altruistici sono ancora motivati dall’ego. E’ necessaria molta umiltà per intraprendere il sentiero del servizio, poiché l’ego usa sottili espedienti per continuare a dominare la scena. Il vero servizio è “amore in azione” e come sostiene A. Bailey, consiste nel condurre una vita che possa essere di esempio agli altri. Nel numero 19 si completa il ciclo dell’individuazione e il Condottiero riconosce che il vero potere è la consapevolezza. Oltre i confini dell’ego si estende l’oceano dell’essere e nel momento in cui mettiamo da parte i nostri interessi personali, diventiamo strumenti della legge cosmica, che opera per il bene del tutto. Ponendoci al servizio degli altri, adempiamo lo scopo sublime dell’amore, il cui senso può essere espresso in queste parole: « Sia fatta la Tua volontà ».
Consigli per integrare la lezione karmica del Condottiero
Se nel vostro quadro numerologico il numero 19 è in una posizione dominante (Giorno di nascita, Anima, Io, Destino o Quintessenza), l’Archetipo del Condottiero, influenzerà la vostra esistenza.
1) Acquisite consapevolezza sul motivo che vi spinge a intraprendere una determinata azione. Chiedetevi se lo scopo del vostro raggiungimento è in sintonia con la vostra natura o è guidato solo dall’ambizione. Una ragione per cui non ottenete un certo risultato, può dipendere dal fatto che la motivazione era soprattutto mentale, ma non era sostenuta dal cuore.
2) Prima di compiere un’azione che coinvolge anche altre persone, dedicate un po’ di tempo per allinearvi col vostro spirito. Una tecnica efficace, consiste nella meditazione, che ha il potere di elevare la vostra coscienza, permettendovi di sviluppare una visione più ampia.
3) Se vi trovate in difficoltà e non sapete che direzione prendere, affidatevi alla volontà del cielo. Smettete di logorarvi e cercate di cogliere il messaggio nascosto dietro la situazione che state vivendo. Ogni crisi prepara l’anima alla visione e la legge del cosmo, che opera per il bene del tutto, si sta già occupando di voi, anche se non ve ne accorgete. Bussate alla porta di Dio e invocate la chiarezza nella vostra vita! Chiedete con cuore sincero che vi venga mostrato il cammino e attendete fiduciosi, certi che al momento opportuno ciò che vi occorre sapere vi verrà rivelato.
4) Se volete che le vostre azioni siano efficaci, dovete armarvi del potere dell’intenzione. La decisione con cui perseguite un obiettivo, fa si che questo si realizzi, poiché anche a dispetto delle condizioni avverse, siete disposti a non deviare dal vostro scopo. La capacità di andare fino in fondo, è il metro di misura della fiducia in se stessi, che in ultima analisi è la spina dorsale di ogni azione di successo.
5) Fate in modo che le vostre azioni siano motivate dalla gioia. Lo scopo della vita è l’espansione della felicità e facendo ciò che più vi piace, contribuite al benessere collettivo. Siate fedeli alla vostra natura e celebrate la vostra esistenza. Non rinunciate a voi stessi adducendo a una falsa modestia; ricordate che anche l’orgoglio peggiore può assumere il volto della santità.
6) Lasciate che le vostre azioni siano ispirate dall’amore universale. Ogni essere evoluto tiene conto dei suoi simili e un’azione completamente positiva va a beneficio di chi la compie e di chi la riceve. Ogni azione è come un onda, che si propaga attraverso tutti gli strati della creazione, sino a giungere ai limiti estremi dell’universo.
7) Non siate vincolati dai risultati dell’azione. Ricordate che la vittoria e la sconfitta sono concetti illusori, creati dal dualismo della mente. E’ inevitabile che mentre acquisite esperienza compiate degli errori, al pari di un bambino, che mentre impara a camminare cade innumerevoli volte. Non rammaricatevi se all’inizio non raggiungete i risultati sperati; anche se le cose non sono andate come avevate programmato, col vostro coraggio avete messo in moto il fluire.
Il testo è tratto dal mio libro: Le Carte dei Numeri, edizioni Il Punto d’Incontro. Per ordinarlo clicca qui: http://www.edizionilpuntodincontro.it/product_info.php?products_id=69

simone ha detto,
Febbraio 23, 2008 a 11:44 pm
……….complimenti !
mi ha sbalordito , La ringrazio .
valeria ha detto,
Dicembre 17, 2008 a 2:35 pm
senza parole!!!!!!