Numero karmico 13: l’Alchimista

febbraio 19, 2008

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Parola chiave: metamorfosi

Negli antichi testi, l’oro rappresenta l’immortalità e la pietra filosofale è l’uomo stesso che dopo aver eliminato gli ultimi residui dell’ego raggiunge l’illuminazione. Jung paragona l’alchimia al viaggio della vita, associando alla trasformazione dei metalli, la trasmutazione interiore. Secondo la sua visione, l’alchimista è colui che compie il viaggio verso l’individuazione, che avviene prendendo contatto col proprio centro interiore.

L’Alchimista: l’aspetto karmico del numero 4, il Costruttore

Il karma è l’eterna legge, secondo la quale ognuno raccoglie il frutto delle sue azioni. L’universo è un pensiero nella mente di Dio e l’uomo a sua volta è il risultato di ciò che ha pensato. Ogni cosa contiene in sé il principio del suo superamento, e L’Archetipo del Numero 4, che rappresenta la stabilità e l’inerzia, trova nell’Alchimista la chiave per accedere alla liberazione dai vincoli della forma. Col numero 13, l’uomo affronta la prova suprema della materia, al fine di riconoscersi nello spirito immortale. Per la descrizione generale dell’Archetipo dell’Alchimista, rimandiamo il lettore alle considerazioni già fatte per l’Archetipo del Numero 4: Il Costruttore e del Prigioniero (il suo lato ombra).

Il ciclo della vita e della morte

Nell’eterno gioco degli opposti, vita e morte sono intimamente connesse; l’una deriva dall’altra, in quanto ogni cosa nel momento in cui nasce comincia a morire. Il monito racchiuso in questo concetto, è quello di non aggrapparsi a ciò che non sostiene più l’evoluzione. Usando un paradosso, potremmo affermare che l’unica costante dell’esistenza è proprio il mutamento; esso avviene per amore della vita e permette alle forme ormai logore di lasciare il posto a quelle nuove. Il numero 13, che nella sua riduzione teosofica diventa un 4, è correlato al mondo dei sensi e delle forme e contiene in sé il principio dell’ineluttabilità del cambiamento.

L’individuazione e il contatto con l’ombra

Se l’individuo rifiuta il cambiamento e quindi nega il confronto con se stesso, subisce “una chiamata degli dei”, che può coincidere con qualche avvenimento spiacevole che mette in crisi il suo ordine interiore. La destrutturazione subita dalla personalità, permette in seguito una presa di coscienza che consente alla psiche di riorganizzarsi, integrando gli elementi finora negati. Questo processo avviene tramite il contatto con l’ombra personale, che è la somma di tutte  realtà negate e ricacciate nell’inconscio. Integrando gradualmente le nostre zone d’ombra, otteniamo l’illuminazione, che è il fine ultimo della vita umana.

Consigli per integrare la lezione karmica dell’Alchimista

Se nel vostro quadro numerologico il numero 13 è in una posizione dominante (Giorno di nascita, Anima, Io, Destino o Quintessenza), l’Archetipo dell’Alchimista, influenzerà la vostra esistenza.

1)  Ricordate che non siete vittime del destino; la realtà in cui vivete è determinata dai vostri pensieri e ciò che sperimentate all’esterno è il riflesso di uno schema mentale corrispondente. Se acquistate l’abitudine di pensare in positivo, attirerete a voi l’amore e l’abbondanza che meritate.
2)  Siate onesti con voi stessi; guardatevi dentro e riflettete sul motivo per cui avete attirato nella vostra vita una determinata circostanza. Focalizzando gli elementi che vi turbano maggiormente, sarete in grado di cogliere il messaggio nascosto dietro gli avvenimenti. Ciò che non accettate è un riflesso della vostra ombra e l’aspetto rifiutato continuerà a manifestarsi sotto diverse forme, finché non l’avrete integrato nella coscienza.
3)  Riflettete sul significato della morte. La vita evolve integrando forme sempre
nuove; non aggrappatevi al passato e accettate la metamorfosi necessaria all’espansione e alla crescita. La vera morte è l’arresto e la stagnazione, l’oblio della coscienza.
4)  Superate il timore dell’ignoto. Nulla accade per caso in quanto l’universo è un perfetto organismo, in cui tutte le parti sono correlate l’una con l’altra. Siete come una cellula nel  tessuto del mondo e il vostro compito è semplicemente quello di essere voi stessi! Riconoscetevi parte di questo insieme armonioso e abbandonatevi al flusso dell’esistenza che si prende cura di voi.
5)  Accettate ogni crisi come un’opportunità  di crescita. Dietro ogni ostacolo è celato un dono e la sofferenza è il “guardiano della soglia”, pronto a rendervi la libertà. Ma prima dovrete rispondere alla fatidica domanda: « Chi sono io? ». Ogni volta che ci rifiutiamo di porci questo interrogativo la nostra ferita sanguina. Solo la consapevolezza può renderci liberi, solo la Luce dissolve le antiche ombre.
6)  Non dimenticate che la metamorfosi è un sacrificio, che permette a una forma logora di dissolversi, per lasciare il posto a un’altra più idonea alla vita. Il sacrificio è un atto d’amore che consente il miracolo della guarigione. Nel momento in cui ci affidiamo completamente all’esistenza, il bozzolo sia apre e le nostre potenzialità sono libere di esprimersi.
7)  Ricordate che la prova spirituale dell’Alchimista è quella di trascendere i confini della materia, al fine di riconoscersi nello spirito immortale che è l’origine e il fine ultimo di ogni cosa.

Il testo è tratto dal mio libro: Le Carte dei Numeri, edizioni Il Punto d’Incontro. Per ordinarlo Clicca qui 

 

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